Archivio 2010/2011
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Personaggi illustri ospiti di Linguaglossa
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Attività e manifestazioni aperte al territorio
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Un progetto fortemente voluto dal Difensore Civico Avvocato Maria Rita Vecchio e dall'Assessore alla P. I. del Comune di Linguaglossa prof.ssa Giusy Brischetto, in collaborazione con il nostro Istituto e l'Associazione "Sciara progetti".

Con il patrocinio del Comune di Linguaglossa (CT)
Locandina dell'incontro.pdf
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FOTOGALLERY  DELLA  MANIFESTAZIONE DEL 31/03/2011

presso il Cine-Teatro "Bellini" di Linguaglossa


 

NOTE BIOGRAFICHE

Gherardo Colombo è nato a Briosco, in provincia di Milano ora Monza Brianza, il 23 giugno 1946.

Ha conseguito la maturità classica nel 1965, si è laureato in giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano nel 1969. Dal 1970 al 1971 ha lavorato in una compagnia di assicurazioni, dalla quale si è dimesso per poter preparare il concorso per la magistratura. E’ entrato in magistratura nel 1974 e, dopo oltre un anno di tirocinio, ha svolto le funzioni di giudice dal 1975 al 1978 nella VII sezione penale del Tribunale di Milano.

Dal 1978 al 1989 è stato Giudice Istruttore e, contemporaneamente, dal 1987 al 1989 è stato componente della commissione ministeriale per la riforma del codice di procedura penale che si occupava della disciplina dei processi contro il crimine organizzato.Dal 1987 al 1990 ha partecipato, come osservatore per conto della Società Internazionale di Difesa Sociale, alla commissione di esperti per la cooperazione internazionale nella ricerca e nella confisca dei profitti illeciti del Consiglio d’Europa. Dal 1989 al 1992 è stato consulente della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul terrorismo in Italia, e successivamente è stato consulente per la Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla mafia.Dal 1989 al 2005 è stato Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Milano. Dall’ingresso in Magistratura fino al 2005 ha condotto o collaborato a inchieste celebri come la scoperta della Loggia P2, il delitto Ambrosoli, i c.d. fondi neri IRI, Mani pulite, i processi Imi-Sir. Lodo Mondadori e Sme. 

Dal marzo 2005 è stato giudice presso la Corte di Cassazione.

Da magistrato ha partecipato come relatore a numerosi convegni italiani ed internazionali su temi quali la corruzione, il finanziamento illecito dei partiti, il falso in bilancio, il riciclaggio, la cooperazione giudiziaria internazionale, l’indipendenza della magistratura, il ruolo del pubblico ministero e, su questi e altri temi ha tenuto conferenze in università italiane ed estere.

Nel febbraio 2007 si è dimesso dalla magistratura. Dal giugno 2007 è stato nominato prima vicepresidente e ora presidente della casa editrice Garzanti Libri.

 Intervista tratta dal sito www.sulleregole.it 

 

*Lei si è dimesso dalla magistratura, le vogliamo chiedere cosa sta facendo dopo questa dimissione…

Mi dedico a varie attività. Mi occupo di editoria con Garzanti libri, e di Saggistica particolare. Per esempio, numerose persone indirizzano a me i loro dattiloscritti, chiedendone una valutazione per la pubblicazione.  Poi scrivo, libri ed altro. Collaboro, sui temi della giustizia con la Gazzetta dello Sport (la cosa può sembrare strana, ma non lo è affatto). Ho tenuto, gli ultimi due anni, un corso presso l’Università di Parma. Partecipo a un corso sulla legalità per detenuti del carcere milanese di San Vittore e, più sporadicamente ho incontri con quelli del carcere di Bollate. Quel che faccio più di tutto è girare per l’Italia, nelle scuole e nei circoli,a parlare di giustizia e della relazione tra regole e persone e di come questa relazione influisca sulla vita pratica di ciascuno di noi.

*Riferendoci a questo ultimo punto,cosa la spinge a dedicare così tanto tempo per raccontare quello in cui crede?

Ho fatto il magistrato per oltre trentatrè anni. Per quanto ci si potesse impegnare è sempre stato impossibile far funzionare la giustizia in modo perlomeno accettabile. Che la giustizia funzioni male è talmente evidente che, probabilmente, questa è l’unica cosa sulla quale sono d’accordo tutti gli italiani. Constatando tutto ciò è progressivamente maturata in me la convinzione che per far funzionare la giustizia fosse necessaria una profonda riflessione sulla relazione tra i cittadini e le regole. La giustizia non può funzionare, secondo me, se i cittadini non hanno un buon rapporto con le regole. Potevo continuare a fare il magistrato per altri quattordici anni, quando mi sono dimesso: ho deciso di smettere e di dedicarmi alla riflessione sulle regole proprio perché la ritengo indispensabile per il funzionamento della giustizia.

*Ci parli in particolare degli incontri con classi e scolaresche…

Incontro dai 40.000 ai 50.000 ragazzi l’anno, in ogni parte d’Italia, ovunque mi invitino. Mi chiamano sopratutto alle superiori, spesso alle medie e qualche volta anche alle elementari. Tranne rarissime eccezioni, con i ragazzi si instaura un rapporto molto positivo. I giovani hanno molta voglia di essere coinvolti e non è difficile entrare in contatto con loro, purché si riconosca la loro importanza: è necessario che si sentano protagonisti e non spettatori, e per questo parlo muovendomi tra loro, in un continuo dialogo di domande e risposte reciproche. Il contatto è tanto più positivo quanto più l’incontro è immerso in un percorso su regole, giustizia e persona organizzato e praticato dagli insegnanti durante l’anno scolastico. Voglio dire che se la mia presenza non è sporadica, ma si inserisce in una attività che già la scuola ha svolto sui temi che coinvolgono il rapporto che ciascuno di noi ha con le regole (i temi che tratto nel libro “Sulle Regole”), è più facile che la riflessione non sia occasionale. Sono tante le scuole che si preoccupano di affrontare organicamente l’argomento, utilizzando gli strumenti più diversi (recitazione, musica, poesia, ma anche ricerche storiche e lettura di testi appropriati).  Di solito l’incontro dura un paio d’ore (ma non è raro che si prosegua anche oltre l’orario previsto), e vi partecipano  dai 200 ragazzi in su. Via via che si procede l’interesse aumenta, e tante volte, alla fine, è proprio difficile mettere la parola fine.

 

ALCUNE  PUBBLICAZIONI  DI  GHERARDO  COLOMBO

 

 

Editore: Feltrinelli

2010

pagine 260

E’ inoltre disponibile una Edizione per le scuole curata da Enrico Galimberti per Loescher Editore: 

Editore: Loescher

2010

pagine 208

a cura di Enrico Galimberti

L’edizione scolastica di Sulle regole presenta il testo in forma integrale, conforme all’edizione Feltrinelli. Oltre a utili note esplicative e riferimenti al testo della Costituzione italiana, propone materiali di introduzione e di sintesi, percorsi di lettura e di visione cinematografica sui temi dei diritti e della legalità, attività di comprensione, riflessione e scrittura creativa.

 

Editore: Feltrinelli 2010 (in libreria dal 27 ottobre) pagine 128

llustrazioni: Ilaria Faccioli

Scritto in collaborazione con Marina Morpurgo giornalista e scrittrice per bambini.Cosa è la giustizia?

Da dove vengono le leggi e come mai non sono le stesse in tutto il mondo?
Cosa è la società verticale e quella orizzontale e soprattutto cosa possiamo fare noi tutti per vivere in un mondo migliore?

Gherardo Colombo condivide con i giovani lettori le sue conoscenze e la sua esperienza sul tema fondamentale della giustizia

Edizioni: Salani 2009 pagine 180 Illustrazioni: Giulia Orecchia

I principi della Costituzione spiegati ai ragazzi - attraverso le loro domande - con semplicità da uno stimato ex magistrato e da una scrittrice e insegnante. Gherardo Colombo e Anna Sarfatti firmano insieme un testo per giovani lettori e adulti curiosi, che nasce sul campo, dai loro incontri coi ragazzi. Ogni tema è al centro di un capitolo, ogni capitolo è suddiviso in domande. Un libro semplice e completo, indispensabile per capire come funziona il nostro Stato. Un testo di educazione civica che risponde alle grandi domande dei piccoli e non solo, seguendo le indicazioni ministeriali per l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” nelle scuole.

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